La determinazione è competenza
Ho dovuto confrontarmi di recente con l’elaborazione di un progetto per una corposa opera editoriale, molti testi, ricchi di tecnicismi, tabelle e illustrazioni corredate da immagini.
Francamente uno di quei progetti che eviterei volentieri, con i quali non mi piace confrontarmi trattandosi prevalentemente di un atto che definisco “meccanico”, in cui è richiesto l’impegno della composizione secondo la ferrea logica dell’impaginazione editoriale ma assolutamente priva di spazi di manovre creative, se non fosse per la copertina.
Rientra nel mio lavoro, l’ho accettato come studio, va portato a termine e fatturato.
L’inconveniente reale con quale confrontarsi in realtà è stato l’incompletezza del materiale fornito. Talvolta accade nella fase iniziale ma devi partire comunque con il progetto per stare nei tempi di consegna e tenere le dita incrociate che quello che ti manca arrivi in tempi rapidi e non ti smonti tutta la progettazione.
Procedura che odio perché ritengo che per elaborare un’idea di comunicazione il briefing debba essere assolutamente completo per consentire un’ideazione efficace.
La lezione che si impara in queste occasioni è che non tutto può essere come lo desideriamo.
Tuttavia tutto deve andare come decidiamo che vada.
Mi è possibile lavorare con le informazioni a singhiozzi, è limitante ma se lo decido va bene. Posso dover cercare soluzioni quando non mi forniscono informazioni complete, può essere impegnativo ma se lo decido lo faccio andar bene. Posso dover marcare stretto il mio committente per raggiungere l’obiettivo, l’ho deciso e l’ho fatto.
Insomma ho deciso che il progetto andava portato avanti, chiuso e consegnato per la verifica. Ho deciso che potevo farlo comunque nonostante gli impedimenti.
Non sempre le cose sono perfette o come vorremmo che fossero. Il nostro impegno, la nostra posizione professionale, la nostra volontà di scopo però possono decidere di raggiungere un obiettivo cercando soluzioni e impegnandosi per farlo.